Volonline Group

Il gruppo Volonline pensa in grande e punta deciso a un raddoppio di fatturato rispetto ai livelli pre-Covid del 2019, quando la compagnia era arrivata a quota 80 milioni. “Dati alla mano, per i numeri oggi in nostro possesso, quest’anno pensiamo di arrivare a un giro d’affari complessivo attorno ai 140 – 160 milioni di euro“, racconta il ceo e fondatore di Volonline, Luigi Deli, in occasione dell’inaugurazione dei nuovi uffici di corso Italia a Milano. Il gruppo in aprile aveva in effetti già superato i ricavi del 2022 e al momento il fatturato è del 43% superiore a quello registrato complessivamente negli scorsi 12 mesi.  Nel dettaglio, a fine aprile Volonline Tour Operator, specializzato in viaggi tailor made, era cresciuto del 15%, Volonclick, il self booking tool, del 60%, mentre il settore di flight consolidation era a +35%. Teorema Vacanze, tenendo conto delle vendite di partenze speciali già presenti nell’offerta del gruppo a inizio attività del brand ad aprile 2022, ha fatturato lo scorso anno un totale di 2,8 milioni di euro grazie a una buona estate e a un ottimo Capodanno. A oggi Teorema ha già superato i 4,5 milioni.

Da qualche settimana prezzi voli in netto calo

La sfida allora è semmai riuscire a comprendere un mercato post-Covid che sta assumendo comportamenti schizofrenici: “L’ultima settimana di giugno è stata la migliore di sempre in termini di prenotazioni, la prima di luglio la peggiore. Una volatilità estrema, difficile da capire – aggiunge Deli -. La sensazione è che sia dovuta a una serie di fattori concomitanti, con la componente voli che gioca però senz’altro un ruolo importante. La forte spinta inflattiva dei prezzi non ha infatti incontrato pienamente la domanda. E ora, dopo mesi di rialzo delle tariffe, è qualche settimana che registriamo un calo considerevole dei costi del volato. E non parlo di pochi punti percentuali. Si arriva anche al 15%, 20%, persino 30% in meno rispetto a prima. Sta avvenendo un po’ quello che è accaduto lo scorso inverno. Solo che allora le tariffe hanno cominciato a scendere più tempestivamente, già a partire da ottobre”.

Difficile fare confronti con il passato

Si spiega anche così l’andamento di un mercato che ha fatto segnare numeri record da gennaio a maggio praticamente per tutti, per poi rallentare nelle settimane successive e quindi riprendersi nuovamente negli ultimi giorni. Ma non è solamente il contesto a rendere oggi difficile per il gruppo Volonline fare previsioni e confronti con il passato: “Negli ultimi anni siamo cresciuti esponenzialmente: abbiamo prodotti nuovi per mercati nuovi. Impossibile fare raffronti con il 2019 – sottolinea sempre Deli -. Nel frattempo abbiamo infatti lanciato l’offerta hotel, il dinamico di Volonclik e naturalmente Teorema. Oggi facciamo il budget con benchmark di riferimento di tre mesi in tre mesi“.

Ci sono agenzie a cui il ritorno di Teorema ha cambiato la vita

Proprio il brand Teorema sta peraltro dando grandi soddisfazioni alla compagnia, “specialmente in bottom line”, assicura Deli. “Ad alcune agenzie penso davvero che abbiamo cambiato la vita”, rivela il cto e cmo del gruppo, Luca Adami -. C’è infatti chi fa già oggi 500 mila euro di fatturato solo con Teorema. E chi basa quasi un terzo del proprio giro d’affari solo su questo marchio. Tante dmc e tanti corrispondenti si sono persino emozionati alla notizia del ritorno di Teorema. Per noi si è rivelata un’operazione perfetta per far comprendere al mercato che avevamo a disposizione una business unit specificamente dedicata ai pacchetti”.

La chiave è il tempo. La risposta è la tecnologia

Oggi il gruppo Volonline, a dispetto del nome che può richiamare scenari low cost, si posiziona senz’altro nella fascia medio-alta, alta di mercato. “Vendiamo più pacchetti da 13-15 mila euro che prodotti da 3-4  mila – rivela Deli -. Persino la media di Teorema, che è il nostro brand più budget, si aggira attorno ai 2.200 euro per prenotazione”. In tutto ciò il digitale gioca ovviamente un ruolo importantissimo: “Oggi gestiamo un fatturato quasi doppio rispetto al 2019, con una velocità di risposta impensabile fino a pochi anni fa. E il tempo oggi è un fattore chiave per essere competitivi sul mercato – conclude Adami -. Lo possiamo fare solo grazie alle innovazioni tecnologiche introdotte. Il tutto con un aumento dei costi del personale che si è alzato appena del 10% – 15% in un quadriennio.